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Regolamento dell’Organismo per la composizione della crisi da sovraindebitamento e per la liquidazione del patrimonio


Regolamento dell’Organismo per la composizione della crisi da sovraindebitamento e per la liquidazione del patrimonio

Il regolamento è stato approvato con la delibera di Consiglio n. 5 del 26 aprile 2017 
 
Art. 1 
Definizioni
 

Ai fini del presente regolamento si intendono per: 
- “Legge”: la l. 27 gennaio 2012, n. 3; 
- “Decreto”: il D.M.24 settembre 2014, n.202, recante disposizioni concernenti i requisiti di iscrizione nel registro degli organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento, nonché in materia di modalità di formazione e revisione del registro, di sospensione e cancellazione degli iscritti e di determinazione dei compensi e dei rimborsi spese spettanti agli organismi a carico dei soggetti che ricorrono alla procedura, ai sensi dell’art. 15 della Legge; 
- “Organismo di Composizione della Crisi” (o semplicemente “OCC”): l’articolazione interna della Camera di Commercio di Firenze destinata all’erogazione del servizio di composizione della crisi da sovraindebitamento ai sensi dell’art.15 della Legge e ai sensi del Decreto; 
- “Referente dell’Organismo” (o anche solo “Referente”): la persona fisica che indirizza e coordina l’attività dell’Organismo e conferisce gli incarichi ai gestori della crisi; 
- “Gestione della crisi”: il servizio reso dall’Organismo allo scopo di gestire i procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento o di liquidazione del patrimonio del debitore; 
- “Gestore della crisi” (o anche solo “Gestore”): la persona fisica che, individualmente o collegialmente, svolge le prestazioni inerenti alla Gestione della crisi; 
- “Ausiliari”: i soggetti di cui può avvalersi il Gestore della crisi per lo svolgimento delle prestazioni inerenti alla Gestione della crisi, sotto la propria personale responsabilità; 
- “Segreteria”: la struttura che presta attività di supporto all’Organismo per la Gestione della crisi; a capo della Segreteria è posto il Referente dell’Organismo. 

Art. 2 
Ambito di Applicazione e Principi Generali
 

1. Il presente regolamento disciplina l'organizzazione interna dell'Organismo per lo svolgimento del servizio di Gestione della crisi, che verrà prestato mediante incarichi ai Gestori della crisi iscritti all’Organismo e nel registro tenuto dal Ministero della Giustizia, nell’osservanza di quanto previsto dalla Legge e dal Decreto e successive modificazioni e integrazioni. 
2. Il presente regolamento si ispira ai principi di legalità, informalità, riservatezza, efficienza, rapidità e professionalità. 

Art. 3 
Il Referente dell’Organismo
 

1. Il Referente dell’Organismo è nominato dalla Camera di Commercio tra i propri dipendenti ovvero anche mediante un contratto di lavoro autonomo, nell’osservanza delle norme vigenti in materia. 
2. I compiti vengono attribuiti al Referente dell’Organismo con atto interno all’ente camerale, col quale può altresì essere nominata una persona che sostituisca il Referente, quando questi si trovi nell’impossibilità materiale o giuridica di provvedere ai propri compiti. 
3. Il Referente, fatte salve le ulteriori competenze previste dalla Legge e dal Decreto, svolge le seguenti funzioni: 
- designa il Gestore della crisi; 
- sottoscrive la dichiarazione di assenza di conflitto di interesse dell’Organismo con la procedura; 
- controlla e approva il preventivo del compenso dell’Organismo predisposto dal Gestore; 
- su richiesta del debitore, può disporre la sostituzione del Gestore nei casi espressamente previsti dalla legge; 
- ove il giudice lo disponga, affida al Gestore la funzione di Liquidatore. 

Art. 4 
La Segreteria
 

1. La Segreteria presta attività di supporto all’Organismo per la Gestione della crisi. 
2. Coloro che operano presso la Segreteria devono essere indipendenti e imparziali, non entrare nel merito della gestione della crisi e non svolgere attività di consulenza giuridica. 
3. La Segreteria verifica l'avvenuto deposito delle spese dovute. 
4. La Segreteria predispone e conserva un apposito fascicolo e tiene un registro informatico per ogni affare trattato, con le annotazioni relative al numero d'ordine progressivo, ai dati identificativi del debitore, al Gestore incaricato, alla durata del procedimento e al relativo esito. 
5. La Segreteria esegue le comunicazioni e le notifiche richieste dalla procedura. 
6. I soggetti che operano presso la Segreteria possono assistere agli incontri del Gestore con il debitore. 

Art. 5 
Elenco dei Gestori della Crisi
 

1. L’Organismo predispone, conserva e aggiorna l’elenco dei Gestori della crisi, stabilendone il numero in base al fabbisogno previsto e individuandoli attraverso una procedura di selezione appositamente bandita, del cui esito verrà data pronta comunicazione al Ministero della Giustizia per l’iscrizione nel registro, previa acquisizione del consenso dei candidati selezionati. 
2. La Segreteria predispone, conserva e aggiorna, per ciascun Gestore della crisi, una scheda, anche su supporto informatico, e un fascicolo, contenenti l’indicazione dei titoli di studio e professionali, il curriculum dettagliato, le specializzazioni eventualmente possedute, gli attestati relativi ai corsi frequentati, le procedure gestite con i relativi esiti, le schede di valutazione dell’operato, la documentazione, anche autocertificativa, presentata per l’iscrizione al registro tenuto dal Ministero della Giustizia. 

Art. 6 
Richiesta del Debitore e Attribuzione degli Incarichi
 

1. Il debitore in possesso dei requisiti e nelle condizioni previste dalla Legge può presentare richiesta di assistenza dell’Organismo nella Gestione della crisi. La richiesta è presentata tramite moduli messi a disposizione del pubblico, anche con modalità web, con la possibilità per il debitore di compilare la richiesta e trasmetterla con modalità cartacee (per posta o tramite deposito presso gli uffici del servizio) o telematiche (esclusivamente via PEC). 
2. La Segreteria, previa verifica della completezza formale della richiesta, nonché dell’avvenuto versamento delle spese dovute, sottopone la richiesta al Referente dell’Organismo. 
3. Il Referente designa il Gestore della crisi, in composizione individuale o collegiale, tra gli iscritti all’elenco di cui all’Art. 5, applicando criteri di turnazione e tenendo conto sia del numero e del valore (per entità del passivo e dell’attivo) degli incarichi già affidati, sia della complessità e dell’importanza della situazione di crisi del debitore, in maniera da assicurare l’imparzialità e l’idoneità al corretto e sollecito espletamento del servizio da parte del Gestore e degli Ausiliari di questo. 
4. Il Gestore designato deve comunicare l’accettazione dell’incarico entro 10 giorni dal ricevimento della nomina. 
5. Il debitore è tenuto a comunicare e rappresentare al Gestore, con trasparenza e completezza, la propria situazione economica e patrimoniale, l’esposizione debitoria, le cause pendenti, le garanzie prestate, gli atti compiuti nel quinquennio anteriore alla richiesta e comunque a fornire tutte le informazioni utili per il corretto espletamento dell’incarico. Ogni omissione al riguardo resterà esclusivamente imputabile al debitore medesimo. 
6. Il debitore può, in qualunque momento, rinunciare alla procedura corrispondendo all’Organismo i compensi maturati in proporzione all’attività svolta. 
7. Il debitore può richiedere al Referente la sostituzione del Gestore per giustificati motivi. 
8. Il Referente può disporre la sostituzione del Gestore anche d’ufficio, quando questi sia impossibilitato a espletare l’incarico o quando risultino violati i doveri di imparzialità, indipendenza e neutralità od emerga un’inadempienza di non scarsa importanza nello svolgimento dei suoi compiti. 

Art. 7 
Obblighi dell’Organismo di Composizione delle Crisi da Sovraindebitamento
 

1. L’Organismo, fatte salve le ulteriori competenze previste dalla Legge e dal Decreto, è tenuto: 
a. a istituire e conservare un elenco dei Gestori della crisi e un registro informatico degli affari trattati (con le annotazioni relative al numero d’ordine progressivo, ai dati identificativi del debitore, al Gestore designato e all’esito del procedimento); 
b. a non assumere diritti e obblighi connessi con gli affari trattati dai Gestori; 
c. a non accettare lo svolgimento del servizio di Gestione della crisi quando risulti trovarsi in situazione di conflitto di interessi: non sussiste conflitto di interessi quando la Camera di Commercio risulti creditrice per somme ad essa dovute in forza di obblighi di legge, salvo che sulle stesse sorga contestazione; 
d. a distribuire equamente gli incarichi tra i Gestori, tenendo conto della natura e dell’importanza delle procedure; 
e. a trattare i dati raccolti nel rispetto della normativa a tutela della privacy; 
f. a trasmettere al Responsabile del Registro Nazionale, entro il mese di dicembre di ogni anno, i dati necessari al monitoraggio statistico dei procedimenti. 

Art. 8 
Obblighi del Gestore della Crisi
 

1. Il Gestore della crisi, con l’iscrizione nell’elenco di cui all’Art. 5, aderisce all’allegato Codice di Autodisciplina dell’Organismo. 
2. Il Gestore, per ciascuna procedura affidata e a pena di inefficacia dell’incarico, sottoscrive un’apposita dichiarazione di imparzialità, indipendenza e neutralità, redatta ai sensi del Decreto e da rendere nota al Tribunale. 
3. Sottoscritta la dichiarazione di cui al comma precedente e accettato l’incarico, il Gestore non può rinunciarvi, se non per gravi e giustificati motivi. 
4. Il Gestore, per conto dell’Organismo, deve comunicare al debitore il grado di complessità dell’opera, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili sino alla conclusione dell’incarico, nonché i dati della polizza assicurativa contratta dall’Organismo. 
5. Il Gestore della crisi incaricato si atterrà scrupolosamente alle norme dettate dalla Legge, dal Decreto e dal presente regolamento. 
6. Il Gestore designato deve eseguire personalmente la prestazione, avvalendosi di eventuali Ausiliari del cui operato è tenuto a rispondere. Anche gli Ausiliari sono tenuti a sottoscrivere un’apposita dichiarazione di imparzialità, indipendenza e neutralità. Al Gestore e agli Ausiliari è fatto divieto di assumere diritti od obblighi connessi, direttamente o indirettamente, con gli affari trattati, ad eccezione di quelli strettamente inerenti alla prestazione del servizio, nonché di percepire, in qualunque forma, compensi o utilità direttamente dal debitore. 
7. Il Gestore e i suoi Ausiliari non potranno svolgere, per almeno due anni dalla chiusura dei procedimenti di Gestione della crisi, neppure per interposta persona, funzioni di difensore, di consulente o di arbitro in procedimenti ove è parte il debitore, e assumere incarichi professionali per conto del medesimo debitore. La violazione di questa norma costituisce motivo di cancellazione immediata e irrevocabile dall’elenco di cui all’Art. 5 del presente regolamento e di segnalazione al Ministero della giustizia e all’ordine di iscrizione del professionista per i provvedimenti di rispettiva competenza. 

Art. 9 
Svolgimento e Responsabilità della Procedura 

1. Le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento o di liquidazione si svolgono nell’osservanza delle norme di Legge, del Decreto e del presente regolamento. 
2. Il debitore è impegnato a prestare la massima collaborazione, con completezza e trasparenza, fornendo al Gestore tutti i dati e gli elementi necessari per la predisposizione di tutti i documenti previsti dalla Legge, dal Decreto e dal presente regolamento o comunque richiesti dal Tribunale. In caso di mancata cooperazione del debitore secondo principi di trasparenza, correttezza e buona fede, il Gestore relazionerà al Referente per l’eventuale rinuncia dell’incarico. 
3. Il Gestore della crisi cura il buon andamento della procedura e compie tutti gli atti previsti dalla Legge, dal Decreto e dal presente regolamento, nonché quelli richiesti dal Tribunale. 

Art. 10 
Riservatezza
 

1. La Gestione della crisi è riservata, fatte salve le pubblicità e le comunicazioni disposte ai sensi delle Legge e del Decreto. 
2. I componenti dell’Organismo, il Referente, la Segreteria, le parti e tutti coloro che assistono non possono divulgare a terzi i fatti e le informazioni apprese in relazione alla procedura. A tal fine i soggetti presenti agli incontri dovranno sottoscrivere un'apposita dichiarazione di impegno alla riservatezza. 
3. I Gestori della crisi, per l’espletamento dell’incarico e nella perfetta osservanza dell’art. 15, comma 10, della Legge e delle normative ivi richiamate, possono accedere, previa autorizzazione del giudice, a dati e informazioni sul debitore contenute nelle banche dati, conservando il segreto sui dati e sulle informazioni acquisite. Ai sensi dell’art. 15, comma 11, della Legge, i dati personali acquisiti possono essere trattati e conservati per i soli fini e tempi della procedura e devono essere distrutti contestualmente alla sua conclusione o cessazione: dell'avvenuta distruzione è data comunicazione al titolare dei suddetti dati, tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento o tramite posta elettronica certificata, non oltre quindici giorni dalla distruzione medesima. 
4. Le dichiarazioni rese o le informazioni acquisite nel corso della procedura non possono essere utilizzate nel giudizio, dinanzi all’autorità giudiziaria o in procedure di arbitrato, rituali o irrituali, iniziato o coltivato a seguito dell'insuccesso della Gestione della crisi, salvo che sia prestato esplicito consenso dalla parte da cui provengono le dichiarazioni e alla quale si riferiscono le informazioni. 
5. I Gestori della crisi e gli altri componenti dell’Organismo non sono tenuti a deporre sulle dichiarazioni ricevute e sulle informazioni acquisite nel corso del procedimento. 

Allegato al Regolamento OCC 

Codice di autodisciplina 

Chiunque sia chiamato a svolgere il ruolo di Gestore della crisi da sovraindebitamento e di liquidazione del patrimonio del debitore è tenuto all’osservanza delle seguenti norme di comportamento. 
1. Il Gestore si obbliga a rispettare i principi previsti dal regolamento dell’Organismo. 
2. Il Gestore deve essere formato adeguatamente e si impegna a mantenere ed aggiornare costantemente la propria preparazione, in base alle previsioni di cui al DM 202/2014 e s.m.i. e alle migliori prassi professionali. 
3. Il Gestore deve sottoscrivere, prima dell’inizio di ciascun procedimento e, comunque, prima dell’incontro con il debitore richiedente, una dichiarazione di imparzialità, indipendenza e neutralità, impegnandosi a comunicare qualsiasi circostanza che possa inficiare la propria indipendenza e imparzialità o che possa ingenerare la sensazione di parzialità o mancanza di neutralità. Il Gestore deve sempre agire, e dare l’impressione di agire, in maniera completamente imparziale nei confronti delle parti e rimanere neutrale rispetto alla gestione della crisi. Il Gestore ha il dovere di rifiutare la designazione e di interrompere l’espletamento delle proprie funzioni, qualora emergano elementi che gli impediscano di mantenere indipendenza, imparzialità e neutralità. 
4. Il Gestore deve assicurarsi che, prima dell’inizio del procedimento, il debitore abbia compreso ed espressamente accettato: a) le finalità e la natura del procedimento di Gestione della crisi; b) il ruolo del Gestore; c) gli obblighi di riservatezza a carico del Gestore, dell’Organismo e di tutti coloro che intervengano nel procedimento. 
5. Il Gestore deve svolgere il proprio ruolo con la dovuta diligenza professionale, indipendentemente dal valore e dalla tipologia della crisi, dall’impegno richiesto e dal compenso. 
6. Qualsiasi informazione fornita al Gestore non dovrà essere rivelata senza il consenso della parte interessata, salvo che non sia altrimenti previsto dalla legge o da motivi di ordine pubblico. 
7. In caso di violazione della Legge, del Decreto e del regolamento dell’Organismo o del presente Codice di autodisciplina ovvero quando vengano meno i requisiti del Gestore o questo non osservi gli obblighi di diligenza e perizia professionali derivanti dall’incarico, il Referente dell’Organismo formula per iscritto l’addebito, chiedendo che l’interessato risponda per iscritto entro quindici giorni dalla contestazione. Il Referente, in caso di urgenza, può disporre la sospensione provvisoria del Gestore coinvolto. 
8. Accertati i fatti, eventualmente acquisendo informazioni dai soggetti coinvolti e garantendo il contraddittorio con il Gestore, il Referente può archiviare l’addebito ovvero irrogare al gestore una tra le seguenti sanzioni, secondo criteri di proporzionalità: 
a. l’avvertimento quando il fatto contestato non è grave e vi è motivo di ritenere che il Gestore non commetta altre infrazioni. L'avvertimento consiste nell'informare il Gestore che la sua condotta non è stata conforme alle regole, con invito ad astenersi dal compiere altre infrazioni; 
b. la censura, che consiste nel biasimo formale e si applica quando la gravità dell'infrazione, il grado di responsabilità, i precedenti del Gestore e il suo comportamento successivo al fatto inducono a ritenere che egli non incorrerà in un’altra infrazione; 
c. la sospensione, che consiste nell'esclusione temporanea dall'esercizio della professione o dal praticantato e si applica per infrazioni consistenti in comportamenti e in responsabilità gravi o quando non sussistono le condizioni per irrogare la sola sanzione della censura; 
d. la decadenza, che consiste nell'esclusione definitiva dall’Elenco dell’Organismo, ed è inflitta per violazioni molto gravi o per il venir meno dei requisiti, tali da rendere incompatibile la permanenza del Gestore nell’Elenco. 
9. La sospensione e la decadenza verranno prontamente comunicate al Ministero. 
10. Il Referente dell’Organismo, su richiesta del debitore o anche d’ufficio, può sostituire il Gestore, quando questi si trovi in situazioni di incompatibilità o di conflitto di interessi o non adempia con perizia e diligenza professionali ai compiti inerenti al proprio ufficio. 

Allegati: 
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Contenuto aggiornato al:Lunedì, 2 Ottobre, 2017 - 17:06