
Un passo indietro nel numero di imprese (-1,8% rispetto al 2024) ma un salto di qualità: nella platea delle 19.605 aziende femminili fiorentine registrate a dicembre scorso, che occupano complessivamente 57.413 addetti, le aziende con un maggior numero di dipendenti, più forti e strutturate, stanno prendendo il posto delle piccole imprese al femminile: diminuiscono le società di persone (-3,3%), le individuali (-2,4%) e le coop (-6,2%) ma aumentano, seppur di poco, quelle di capitale (+0,7%); crescono addirittura del 5% le imprese più grandi, tra 100 e i 249 addetti, mentre calano tutte le più piccole nelle varie categorie numeriche fino a 19 addetti.
A mostrarlo oggi è l’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere, realizzato con il supporto di SiCamera e Centro studi Tagliacarne, in occasione della prima tappa, in partenza da Lucca, dell’edizione 2026 del Giro d’Italia delle donne che fanno impresa. Il roadshow, promosso da Unioncamere con il coinvolgimento dei Comitati per l’imprenditoria femminile, è inserito nel Piano Nazionale dell’Imprenditoria Femminile, gestito da Invitalia in collaborazione con Unioncamere, per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e finanziato dai fondi europei del Next Generation EU.
“L’impresa piccola e diffusa, prossima in alcune sue forme all’autoimpiego, sembra progressivamente lasciare il posto a realtà produttive più articolate e capaci di competere sui mercati, non solo quello nazionale ma anche quelli internazionali – dice il segretario generale della Camera di commercio di Firenze Giuseppe Salvini -. È un segnale positivo per territori come i nostri segnati da un diffuso nanismo imprenditoriale che è visto da molti economisti come freno alla sviluppo economico”.
Camera News n. 5/2026 (16 - 31 marzo)
