
La nota di aggiornamento dell'Osservatorio Regionale della Cultura n. 2/2026 pubblicata da Irpet in questi giorni, analizza lo stato dei settori creativi in Toscana tra il 2019 e il 2025. Ecco una sintesi:
Musei e Turismo trainano la crescita: il settore museale si conferma il più dinamico, strettamente legato ai flussi turistici. I grandi musei statali (come Uffizi e Accademia) registrano un balzo del +18,2% di visitatori rispetto al 2019. La spinta arriva soprattutto dagli stranieri, che sfiorano il 60% delle presenze turistiche totali. Questo andamento positivo accresce l'occupazione museale (+14,9% sul 2019), seppur con contratti spesso stagionali e a bassa qualifica. Per l'economia locale diventa cruciale implementare strategie per decongestionare le grandi città d'arte ed estendere le ricadute economiche sui territori limitrofi.
Spettacolo e audiovisivo tra boom e trasformazioni: lo spettacolo dal vivo vive andamenti fortemente polarizzati: volano i concerti pop/rock (+43% di spettatori e +31% di spesa sul 2019) e il teatro di prosa (+24% di giro d'affari), mentre soffrono lirica e mostre. L'occupazione nel settore cresce (+4,3%), ma resta caratterizzata da discontinuità lavorativa e da un forte aumento del lavoro autonomo.
Nel cinema, la sala tradizionale crolla (-37% di incassi e spettatori) a vantaggio delle piattaforme streaming. Questo salto tecnologico spinge però le produzioni audiovisive locali, che segnano un +26,4% di dipendenti dal 2019. Sulle imprese del settore pesano tuttavia i timori per i possibili tagli ai crediti d'imposta (tax credit) e la crescente dipendenza dai colossi esterni dello streaming.
Mentre biblioteche ed editoria recuperano più lentamente, l'industria culturale e creativa si conferma un motore vitale. Tuttavia, il recupero dei volumi non elimina del tutto le vecchie criticità della filiera: concentrazione della domanda, precarietà del lavoro e incertezza delle politiche di sostegno pubblico.
Camera News 14/2026 (1-31 agosto)
