Presidente e ad di Toscana Aeroporti hanno aggiornato il consiglio camerale sulla procedura per il potenziamento dello scalo incassando l’appoggio del presidente Manetti e dei consiglieri

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La Camera di commercio di Firenze, interpretando e sintetizzando il pensiero delle categorie economiche e degli imprenditori emerso nel corso del consiglio dell’Ente del 25 febbraio 2026, appoggia Toscana Aeroporti nel portare avanti il progetto di ampliamento della pista dell’aeroporto di Firenze, nella convinzione che questa infrastruttura è fondamentale per lo sviluppo del traffico merci e passeggeri dell’area e di conseguenza per lo sviluppo del territorio”. Lo ha detto Massimo Manetti, presidente della Camera di commercio di Firenze, a conclusione del consiglio dell’Ente camerale al quale sono intervenuti il presidente di Toscana Aeroporti, Marco Carrai, e l’amministratore delegato Roberto Naldi.

Carrai e Naldi hanno aggiornato il consiglio sulla procedura che dovrebbe portare all’ampliamento della pista e su tutti i passaggi necessari svolti finora. “L’iter è lungo, tracciato, pubblico e basato su una mole ampia di elaborati (su acustica, atmosfera, idraulica, paesaggio, biodiversità, salute) – ha detto Naldi -. Fa specie sentirsi dire che sarebbero mancati i momenti di confronto e di ascolto del territorio. I ricorsi presentati al Tar contro il progetto sono 7”, ha aggiunto l’ad. 

Per il presidente di Toscana Aeroporti, Marco Carrai, l’adeguamento dell’aeroporto di Firenze, è un atto di difesa del territorio, di sviluppo virtuoso contro il prevalere di una logica di conservazione. “Vorremmo chiedere a tutte le categorie qui rappresentate una presa di posizione attiva, anche di fronte alle aule dei tribunali amministrativi – ha detto Carrai -. Vorremmo chiedervi di intervenire su questa questione con lo strumento dell’intervento ad opponendum: non più solo un gesto simbolico, come avvenne efficacemente la volta scorsa, ma la forma con cui le categorie economiche portano nel processo il danno concreto che deriverebbe dal blocco o dal rinvio dell’opera”.

Camera News n. 4/2026 (1-15 marzo)

 

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