Presentiamo il consueto aggiornamento del rapporto sull'economia fiorentina di giugno, illustrando il profilo dell'andamento dell'economia locale in base ai recenti aggiornamenti legati all'inasprimento dei corsi energetici, considerando che il rischio più incisivo è di tipo energetico - finanziario (oltre ai prezzi, i tassi di interesse in crescita, un'eventuale correzione verso il basso dei titoli legati all'AI).
L'economia fiorentina potrebbe chiudere il 2026 in leggero miglioramento rispetto alle stime presentate in primavera. La stima di crescita si attesterebbe al +0,8% (da +0,5% precedente), avvicinandosi al dato nazionale, grazie alla tenuta di consumi (+0,9%) e investimenti (+2,5%, sostenuti dal PNRR). I dati congiunturali sono interessanti: la produzione manifatturiera nel primo trimestre rallenta pur rimanendo moderatamente positiva (+1,6%), fino a sfiorare la stagnazione nel secondo trimestre e nella stima per il terzo trimestre 2026 (+0,4%); sale tuttavia la fiducia da 79,1 a 89,8 pur rimanendo inferiore al livello del 2018 (=100). Discreta tenuta per la demografia d'impresa se consideriamo che il saldo iscrizioni-cessazioni è positivo (+709, tasso di sviluppo +0,7%); il calo delle sedi attive (-3,2%) è in gran parte dovuto a circa 4.000 cancellazioni d'ufficio. L'export al netto del comparto farmaceutico al primo semestre 2026 tende al ristagno (-0,2% rispetto +3,3%). Se il petrolio, da qui a fine anno si stabilizzasse intorno ai a 110 dollari la crescita 2026 si attenuerebbe a circa +0,5% (con conseguente aumento dei prezzi al consumo) considerando che con tassi in salita e tensioni in Medio Oriente lo scenario resta fragile. Con il petrolio verso i 130 dollari si potrebbe arrivare alla stagnazione.
Riguardo al 2027, tuttavia, il prodotto locale rallenterebbe allo 0,3% , per la fine dei fondi europei, l'esaurirsi dell'anticipo di attività, il ruolo della componente energetica su produzione e consumi, nonché l'effetto ritardato dei rialzi dei tassi. Dietro il dato aggregato restano fragilità: l'export, dopo il +40% del 2025, si normalizza al +3,3% ed è fermo al netto del farmaceutico (che pesa per il 54,5% del totale). Le assunzioni calano (-2,4%), rappresentando un segnale di normalizzazione del mercato del lavoro non proprio di crisi (le criticità sono sul versante salariale e potere d'acquisto) la produttività è ferma e il mismatch sulle figure tecniche resta comunque elevato.
Rapporto Sintetico economia fiorentina ottobre 2026
