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Emergenza sanitaria: chi può continuare a lavorare


Emergenza sanitaria: chi può continuare a lavorare

Quali attività possono restare aperte?

Gli allegati 1 e 2 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'11 marzo 2020 e l'allegato 1 del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 25 marzo 2020 (che modifica l'allegato 1 al DPCM del 22 marzo 2020) riportano i codici Ateco delle attività autorizzate a rimanere aperte durante l'emergenza.
 
Si pubblica l'elenco delle imprese (sedi e unità locali) della provincia di Firenze che, senza la comunicazione al Prefetto della provincia, possono continuare a operare, comunque solo con riferimento ai codici Ateco contenuti nell'allegato 1 del DM del 25 marzo 2020 e negli allegati 1 e 2 del DPCM dell'11 marzo 2020, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza a tutela della salute dei lavoratori e promuovendo al massimo il lavoro agile.
 
 

In base al DPCM del 22/3/2020 (modificato dal Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 25 marzo 2020) sono consentite anche le seguenti attività:

  • le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all'allegato 1 del DM del 25/3/2020, previa comunicazione al Prefetto (art.1 comma 1 lettera d)
  • le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all'impianto stesso o un pericolo di incidenti, previa comunicazione al Prefetto (art.1 comma 1 lettera g)
  • le attività dell'industria dell'aerospazio e della difesa e le altre attività di rilevanza strategica per l'economia nazionale, previa autorizzazione del Prefetto della provincia in cui sono (art.1 comma 1 lettera h)
Le istruzioni e la modulistica per effettuare le comunicazioni e chiedere le autorizzazioni alla Prefettura di Firenze sono nella pagina dedicata del sito della Prefettura.
 
In base al Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 25 marzo 2020, per le attività di seguito elencate si applicano le seguenti ulteriori prescrizioni:
  1. le “Attività delle agenzie di lavoro temporaneo (interinale)” (codice ATECO 78.2) sono consentite nei limiti in cui siano espletate in relazione alle attività di cui ai suddetti allegati;
  2. le “Attività dei call center” (codice ATECO 82.20.00) sono consentite limitatamente alla attività di “call center in entrata (inbound), che rispondono alle chiamate degli utenti tramite operatori, tramite distribuzione automatica delle chiamate, tramite integrazione computer telefono, sistemi interattivi di risposta a voce o sistemi simili in grado di ricevere ordini, fornire informazioni sui prodotti, trattare con i clienti per assistenza o reclami” e, comunque, nei limiti in cui siano espletate in relazione alle attività di cui ai suddetti allegati;
  3. le “Attività e altri servizi di sostegno alle imprese” (codice ATECO 82.99.99) sono consentite limitatamente all’attività relativa alle consegne a domicilio di prodotti.
 
Le attività professionali non sono sospese e restano ferme le previsioni di cui all'articolo 1, punto 7, decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020.
 

Come verificare il codice Ateco

Per individuare il codice Ateco prevalente, primario e secondario di ogni impresa italiana, è possibile utilizzare la ricerca gratuita sul sito www.registroimprese.it. Il codice Ateco di trova cliccando, nella lista dei risultati, sull'impresa di interesse e accedendo alla pagina di dettaglio dell'impresa.
 
Il codice Ateco della propria impresa si può recupere anche da una visura camerale gratuita, tramite cassetto digitale.
 
Per informazioni le aziende possono contattare il numero 055.23.92.166 dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 14,30 alle ore 16,30.
 
 
Contenuto aggiornato al:Mercoledì, 1 Aprile, 2020 - 11:04