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Arte e liti internazionali, a Firenze si è parlato di soluzioni

Convegno organizzato dalla Camera di commercio in collaborazione con la Corte permanente di arbitrato dell’Aia.

Arte e liti internazionali, a Firenze si è parlato di soluzioni

COMUNICATO STAMPA
 
Firenze, 25 ottobre 2019 - Le controversie internazionali possono trovare una soluzione più rapida e meno costosa rispetto alle aule dei tribunali grazie a strumenti come l’arbitrato e la mediazione. Anche quando l’oggetto del contendere sono opere d’arte. La Camera di commercio di Firenze, nell’ambito dell’accordo di cooperazione sottoscritto con la Corte permanente di arbitrato dell’Aia, ha organizzato oggi 25 ottobre nel proprio auditorium il convegno dal titolo “Beni culturali: quali strumenti per la risoluzione delle controversie internazionali?”, che ha focalizzato l’attenzione di professionisti e tecnici proprio sulle liti in materia di beni culturali.
La Corte dell’Aia, istituzione nata nel 1899, ha affrontato nel tempo numerose vicende internazionali con successo (dal risarcimento dei danni provocati dal conflitto Eritrea-Etiopia nel 2000-2009 con la distruzione della Stele di Matara, un obelisco della metà del primo millennio avanti Cristo, all’accordo per la sicurezza dei lavoratori tessili in Bangladesh) e diversi sono tuttora i dossier aperti sul suo tavolo, come nel caso del confronto tra Italia e India sulla sorte dei marò dell’Enrica Lexie coinvolti nella morte di due pescatori indiani nel 2012. L’accordo con la Camera di commercio di Firenze consente di tenere le udienze della Corte anche in Toscana, nella sede camerale fiorentina appunto, unico caso in Europa insieme a Lisbona.
La rapidità con cui si chiude una vertenza, in qualsiasi campo e dunque anche in quello che riguarda le opere d’arte, è parte significativa dell’efficienza di un sistema, di un Paese, di un territorio – dice Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di commercio di Firenze -. L’alleanza con la Corte dell’Aia va nella direzione di offrire al mondo delle imprese e dei professionisti una gamma di servizi e di strumenti per svolgere al meglio il loro lavoro e contribuire a rendere la Giustizia più veloce e vicina ai cittadini e alle aziende”.
Per Hugo Siblesz, segretario generale della Corte permanente dell’Aia, “in un periodo in cui il dialogo sulla restituzione dei beni culturali acquisiti in epoca coloniale sta progredendo  ma il patrimonio culturale continua ad essere messo a rischio da conflitti armati e traffici illeciti, rimane importante discutere le possibili strade da percorrere per un’appropriata ed efficiente risoluzione delle controversie internazionali in questo settore. A 16 anni dal settimo seminario di diritto internazionale organizzato dalla Corte dell’Aia, dedicato alla risoluzione delle controversie sui beni culturali – aggiunge - la Corte è lieta di affrontare nuovamente questo tema sostenendo il convegno odierno insieme alla Camera di commercio di Firenze”.
Dopo i due interventi introduttivi, tenuti rispettivamente da Francesco Rutelli, ex ministro italiano della Cultura, e da Attila Tanzi dell’Università di Bologna, il convegno si è sviluppato su tre sessioni. Nella prima gli operatori del mondo dell’arte hanno tracciato il quadro delle problematiche che possono dar luogo a conflitti. Nelle successive due sessioni, giuristi internazionali hanno illustrato le potenzialità di negoziazione, mediazione e arbitrato nella risoluzione di questa tipologia di controversie.
 
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